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ISTITUTO DI MUSICA ANTICA


L'Istituto Comunale di Musica Antica "Stanislao Cordero di Pamparato" in Pamparato è stato fondato nel 1969 da Mauro Uberti, direttore di coro originario di questo paese, che l'anno precedente vi aveva organizzato il primo Festival dei Saraceni, stagione estiva di musica antica.

Il successo di quella prima edizione - che aveva mostrato di essere una valida risposta alla crescente richiesta di musica antica in quegli anni - fu stimolo a dar vita ad un centro stabile, nel quale questa parte della storia della musica, trascurata dalla scuola ufficiale, potesse in qualche modo essere coltivata.

La scelta per l'intitolazione dell'Istituto cadde doverosamente sul nome di Stanislao Cordero di Pamparato (1857-1932), musicologo ben noto ai cultori di storia della musica piemontese, il cui Castello, a suo tempo ceduto al Comune e messo a disposizione da questo, stava ora diventando la sede di una scuola di musica antica.

Nel 1972 il Comune di Pamparato riconobbe l'importanza dell'Istituto - che tre anni prima era nato col sostegno della locale Associazione turistica - e se ne assunse il carico trasformandolo in "Istituto Musicale Comunale".

Ciò che caratterizzò immediatamente i corsi di Pamparato fu lo spirito che li animava; l'obiettivo della loro istituzione, infatti, non era tanto o soltanto l'insegnamento di conoscenze musicali nuove, quali erano allora quelle sulla musica antica, quanto la circolazione delle idee e lo scambio delle esperienze.

Nonostante le difficoltà di ogni genere che l'Istituto dovette affrontare per la propria sopravvivenza, i corsi di Pamparato furono sempre più vitali e frequentati.
La ragione dell'ostinato ottimismo che induceva a insistere in una fatica dura per tutti era semplice: negli organizzatori, nei docenti e negli allievi che tornavano anno dopo anno c'era la coscienza di fare qualche cosa di nuovo, di diverso dagli altri corsi sullo stesso argomento.
La fedeltà a Pamparato nasceva dall'idea che stava a monte e che si era andata chiarendo col tempo e con l'esperienza, un'estate dopo l'altra: attraverso il lavoro degli anni, attraverso discussioni, tentativi ed anche errori si era venuto forgiando un tipo di ricerca musicale che nasceva dallo scambio continuo, aperto, vicendevole di esperienze acquisite all'interno della propria sfera di attività.

I mezzi d'azione che avevano portato a questo risultato erano fondamentalmente i seguenti:
- i docenti non erano scelti soltanto con il criterio della chiara fama, ma, prima di tutto, con l'attitudine e la disponibilità ad un discorso culturalmente aperto e didatticamente avanzato;
- ogni corso aveva un tema comune a tutti gli insegnamenti, scelto per l'anno seguente alla fine del corso precedente in discussioni collegiali, tendenti a migliorare metodi e mezzi della ricerca e dell'insegnamento;
- ognuno dei docenti contribuiva allo svolgimento del tema del corso seguente portandovi il risultato di un anno di ricerche compiute nell'ambito della propria specialità musicale;
- erano istituiti corsi e seminari comuni a tutte le classi, tendenti a presentare problemi musicali nuovi in una prospettiva interdisciplinare e a provocare lo scambio delle esperienze;
- l'iscrizione ad una classe dava agli allievi il diritto di seguire in qualità di effettivi la classe di insegnamento per il quale l'iscrizione era richiesta e in qualità di uditori a tutte quelle che si svolgevano nello stesso periodo.

In quegli anni Settanta l'occasione offerta dai corsi di Pamparato era particolarmente importante in quanto i musicisti italiani che, per ragioni storiche e culturali, andavano scoprendo col ritardo di una generazione rispetto a quelli degli altri Paesi europei la musica pre-romantica, scoprivano anche che sulla musica antica - in realtà così nuova - stava già scendendo l'accademia. Della prassi esecutiva della musica antica, cioè, erano stati indagati soltanto gli aspetti più superficiali e chi lo aveva fatto si era considerato soddisfatto troppo presto.

Il discorso era particolarmente valido per la musica italiana, il merito della cui riscoperta andava innegabilmente agli stranieri. Essi, però, per comprensibili e giustificatissime ragioni, nella maggior parte dei casi commettevano - come, del resto, commettono ancora - l'errore di leggere le nostre musiche attraverso le griglie culturali delle loro origini nazionali. Il risultato era tale per cui i musicisti italiani, che ora avevano il vantaggio di aver intrapreso le loro indagini senza esperienze condizionanti alle spalle, non riuscivano a riconoscere le proprie radici in quelle letture della musica italiana antica. Questo fatto in particolare induceva il gruppo di Pamparato a coltivare una miniera di tesori culturali, che era stata abbandonata dopo che ne erano stati sfruttati soltanto gli strati superficiali.

Uno dei problemi che si ponevano negli anni Settanta per i musicisti italiani che volessero dedicarsi alla pratica di uno strumento antico era anche quello del dove acquistare lo strumento stesso. Ben pochi, infatti, erano i costruttori italiani in grado di produrre strumenti adatti alla prassi musicale antica. Fu così che, parallelamente agli insegnamenti musicali, vennero istituiti laboratori di costruzione del cembalo, del clavicordo, del liuto e del flauto dolce.

Fino al 1980, parallelamente alla musica antica l'Istituto Musicale di Pamparato coltivò pure altri filoni musicali, lasciati in non cale dalla scuola ufficiale: la musica contemporanea, la didattica musicale, la musicologia e, inoltre, la danza antica e moderna.

Nel 1981 l'istituto fece una scelta definitiva concentrando i suoi sforzi sulla musica antica e nel 1983 mutò anche la sua denominazione generica di "Istituto Musicale" in quello più specifico di "Istituto di Musica Antica".

A cominciare da quel 1981, l'Istituto di Pamparato prese ad occuparsi anche degli aspetti spettacolari della musica antica istituendo all'uopo corsi di danza e di teatralità barocca nonché un laboratorio di costume teatrale barocco. Di quell'anno è la realizzazione de "Il Gridelino", balletto alla francese di Filippo d'Agliè, che fu seguito ogni anno da uno spettacolo diverso.

Nel 1988 la specializzazione in ambito teatrale fu accentuata con l'orientarla decisamente verso il melodramma barocco e fu messa in scena la "Rappresentatione di Anima, et di Corpo" di Emilio de' Cavalieri, che, su invito della Sorbona, fu eseguita anche al Castello di Fontaineblau.

Nel 1990, mentre "Il S. Alessio" di Stefano Landi, allestito nel corso estivo di quell'anno, aveva iniziato un giro europeo, gli Amministratori comunali recentemente eletti vollero interrompere l'esperienza musicale di Pamparato nella forma in cui era stata fino ad allora concepita col risultato che, nel giro di due anni, l'Istituto giunse all'estinzione.

Nel 1997 la Giunta comunale eletta nel 1995 - il sindaco Renato Chinea e gli assessori Giovanni Balbo e Guido Viale - ha ridato vita alle attività dell'Istituto e ne ha riaffidato la direzione al fondatore.

La situazione culturale italiana rispetto agli anni Sessanta era intanto cambiata anche in campo musicale e la musica barocca era ormai divenuta oggetto di un più largo interesse; non avrebbe avuto quindi molto senso che l'Istituto di Pamparato si mettesse ad imitare i suoi imitatori mettendosi a rimasticare il masticato.

E' così che il "Cordero di Pamparato", considerato che lo stato delle conoscenze sulla prassi esecutiva della musica medioevale negli anni Novanta è anche più arretrato di quanto non fosse quello sulla prassi esecutiva rinascimentale e barocca ai tempi della sua fondazione, ha scelto questo periodo della storia della musica come suo nuovo campo di ricerca e di insegnamento.

Nel gennaio 1999 il Comune di Pamparato ha firmato un'importante convenzione con il C.E.F.I. - Centre d'Etudes Franco-Italiennes del C.N.R.S. (Conseil National de la Recherche Scientique) e delle Università di Savoia e di Torino con sede a Chambéry dando vita a "Les Goûts-réünis" - Centro Franco-Italiano di Musica Comparata, a nome del quale sono ora organizzati i corsi di musica medioevale di Pamparato.

Le consultazioni elettorali del giugno 1999 hanno riconfermato a larghissima maggioranza l'Amministrazione uscente. Guido Viale, che non si era ripresentato alle elezioni, è stato sostituito nella carica di assessore alla cultura da Gianfranco Susella, ma continua ad occuparsi dell'Istituto dall'esterno mentre la giunta così rinnovata - Renato Chinea sindaco; Giovanni Balbo, Piero Bertolotti, Piero Briatore e Gianfranco Susella assessori - sta lavorando per ridare all'Istituto di Musica Antica di Pamparato la vitalità e il prestigio di un tempo.



Modificato il 2007-12-07 14:09:41